Fin dai suoi esordi la psicologia prenatale si è posta il problema di andare oltre l’evento della nascita con i suoi traumi ed implicazioni, per scoprire i misteri racchiusi nei nove mesi di gestazione, considerati per molto tempo come una sorte di condizione paradisiaca che consentiva al bambino di vivere in uno stato di beatitudine. Beatitudine che avrebbe perso con la venuta al mondo e che avrebbe disperatamente ricercato senza riuscire a ritrovare e a rivivere , nel corso della vita.
Grazie alle continue ricerche,alla tecnologia biomedica oggi possiamo finalmente, in maniera sempre più precisa indagare nel mondo intra-uterino. Si è osservato che il nascituro manifesta delle reazioni e dei comportamenti altamente individuabili con tratti della personalità che continuano dopo la nascita .egli comunica con il fratello gemello, con la madre, con il padre e con altre persone e chè in grado di ascoltare, apprendere e memorizzare con grande sensibilità e competenza. Nei nove mesi della gestazione, il bambino vive immerso in un mondo di stimoli multiformi che orientano le tappe del suo sviluppo neurofisiologico, accanto ad un mondo variegato di emozioni e affetti che accompagnano le tappe del suo sviluppo mentale. Quindi, se da una parte la struttura genetica del concepito con il suo progetto di vita garantisce il processo dell’ontogenesi, dall’altra la sua libera e non predeterminata interazione con l’ambiente nel quale è immerso può favorire o inibire lo sviluppo e la maturazione a seconda delle condizioni in cui si trova a vivere. L’inquinamento nutritivo, lo stress prenatale intenso e duraturo, nonché gli atteggiamenti di rifiuto verso il nascituro sono fattori che possono avere fin dall’inizio delle pesanti conseguenze sulle condizioni di vita del bambino, mettendo a rischio le possibilità di esistenza futura.
L’Educazione Prenatale come presa di coscienza di quanto era stato direttamente constatato, si sta dimostrando una grande opportunità per il bambino, per i genitori e per la società. Uno degli obiettivi è quello di concorrere al rafforzamento della salute primaria dell’uomo e prevenire i disagi e le malattie, il che consente di garantire un sano sviluppo fisico e psichico del bambino accanto a condizioni di vita serene ed armoniose.
L’azione educativa prenatale viene attuata a partire dai primi mesi della gravidanza
( anche se prende in seria considerazione il periodo che precede il concepimento)
attraverso l’applicazione di precise linee guida, di programmi specifici, che consistono nel fornire ai genitori delle semplici e precise informazioni sulla vita prenatale e sulle sue implicazioni, nel realizzare un legame significativo pieno di amore e di affettuosità con il bambino e nel dedicargli tempo e spazio per poter stabilire con lui una comunicazione consapevole, offrendogli così i migliori materiali ed esperienze psicofisiche con cui nutrirsi e formarsi. Da più parti è stato osservato che stimoli periferici appropriati diretti al bambino durante tutto il periodo della gestazione determinano buona parte delle sue qualità future. Oggi sempre di più i genitori hanno la necessità di capire sia quali cambiamenti avvengono durante la gestazione sia come possono interagire e comunicare con il futuro nascituro.
Il periodo della gestazione rappresenta, senza ombra di dubbio, il momento più importante di vita di ogni essere umano. In questi nove mesi il concepito forma il suo corpo, costruisce i suoi primi rapporti, inizia le prime comunicazioni e vive le sue prime esperienze. Siamo nella fase in cui vengono messe le basi per la realizzazione delle condizioni di salute o malattia, dello stato di futuro benessere e di malessere, attraverso le esperienze maturate in buona parte nell’ambiente materno, familiare sociale e naturale. I risultati che si possono ottenere dalla pratica della educazione prenatale sono molteplici: rafforzamento dei legami familiari, diminuzione del livello di ansia e di paura, facilitazione nell’esperienza del parto e dell’allattamento. Quello che si è osservato è che il bambino che è stato al centro di questa esperienza in genere si presenta più tranquillo e sicuro.
Si tengono corsi di gruppo per genitori che desiderano essere formati per crescere e migliorare la qualità della loro vita familiare.
ogni incontro tratta argomenti atti a dare ai futuri genitori l'opportunità di comprendere come interagire, attraverso strumenti di stimolazione, con la propria progenie già durante il periodo di gestazione.
con la psicologa Sabrina Veneruso e Patrizia Terenzani rebirther